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Bologna, molotov a CasaPound non è terrorismo. Uno degli arrestati è figlio di un assessore comunale del centrodestra

(umt) Restano in carcere i tre giovani della provincia di Catanzaro arrestati in flagranza di reato lo scorso 28 novembre, per aver lanciato una bottiglia molotov contro la sede di Casapound in via Malvolta a Bologna. Il gip del Tribunale di Bologna Alberto Gamberini ha infatti convalidato l'arresto effettuato dalla Digos che ha colto i ragazzi i sul fatto. Per Francesco De Medici, Alessandro Mancuso e Domenico Emanuele Platì decade però l'accusa di atto terroristico, accogliendo le obiezioni dei difensori. Dovranno invece rispondere del reato di detenzione e produzione di droga a fini di spaccio, in seguito al sequestro di 3,6 chili di stupefacente - 19 piantine in una serra e due chili essiccati - rinvenuto dalla polizia durante una perquisizione domiciliare nella casa dove abitano i primi due, ma anche di fabbricazione e detenzione di materiale esplodente e, infine, di lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. 
Secondo Contropiano, l'organo della rete dei comunisti, la decisione del gip conferma i numerosissimi dubbi che erano immediatamente nati alla prima analisi dei fatti. Tre giovani calabresi, con precedenti per piccoli reati comuni, appena arrivati a Bologna e residenti in un quartiere "bene", completamente sconosciuti nell'ambiente di sinistra (di qualsiasi genere). Per quale diavolo di motivo erano andati a tirare un molotov contro la contestata sede di Casapound di via Malvolta?Esclusa la motivazione antifascista (altrimenti il Gip avrebbe confermato l'accusa di "terrorismo"), non ne restano che due: a) "affari" andati storti tra esponenti locali dei "fascisti del terzo millennio" e malavita calabrese; b) "giocherelloni" di Stato sempre alla ricerca di un "innalzamento della tensione" per terrorizzare i movimenti di lotta gridando al "terrorismo". Giochi vecchi, in entrambe le ipotesi; ma sempreverdi...
Secondo l'avvocato difensore di Platì, Ennio Curcio «il gesto dei tre giovani catanzaresi che hanno lanciato una bottiglia molotov contro un circolo di Casa Pound a Bologna, nella notte tra martedì e mercoledì, non è da ricondursi a una matrice politica o eversiva». A rappresentare gli altri due è la madre di De Medici, l'avvocato Caterina Salerno, una personalità nel capoluogo calabrese: è infatti presidente del Centro servizi volontariato e fino a dieci giorni  era assessore del Comune di Catanzaro, amministrazione di centrodestra sciolta per irregolarità nello spoglio. «Ritengo che non ci sia nulla da nascondere» aveva dichiarato a CatanzaroInforma Curcio, attribuendo il gesto a una «bravata di tre ragazzi che avevano bevuto un po', erano su di giri». Ma anche guardando ai loro precedenti «non c'è nulla che fa pensare ad attività eversive» e l'avvocato dunque si era detto «stupito» per l'accusa di terrorismo. Platì ha alcuni precedenti legati a tafferugli quando era minorenne, quindi è stato un anno in una comunità, «e ha superato questo periodo in maniera egregia». L'avvocato Salerno ha preferito non rilasciare dichiarazioni.

13 commenti:

  1. Si, talmente estranei alla politica che i compagni bolognesi hanno organizzato in brevissimo tempo un presidio di solidarietà nei confronti degli arrestati.

    Poi il tempismo manifestazione anticasapound-attentato è una coincidenza?

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  2. Capisco che per te, uomo della tradizione, il tempo è circolare, ma nel mondo moderno funziona in un altro modo: un fatto che succede dopo non sovradetermina quello che è successo prima.
    I compagni bolognesi hanno solidarizzato con gli arrestati per un attentato "antifascista" salvo poi scoprire che nessuno li conosceva.

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  3. Beh ... sempre più mi sembra evidente che si sia trattato di una "bravata" occasionale ... magari al termine di una cena, di una bevuta, di una "fumata" ...

    Il fatto che i tre siano sostanzialmente sconosciuti sia alla compagneria bolognese che a quella calabra mi sembra un dato indicativo.

    Ed anche il ruolo di "ultrà militante" di uno dei 3 sembrerebbe essersi molto ridimensionato, si parla del fermo per un tafferuglio a Catanzaro di circa 10 anni fa ...

    Qualcuno ha voluto legare questo dato di "non conoscenza" dei 3 nell'ambiente come una specie di voluta "clandestinità".

    Ma questo fa a pugni sia con la piantagione di marijuana trovatagli in casa sia con l'uso della macchina regolarmente intestata ad uno dei tre ... per non parlare poi dei termini a dir poco maldestri della dinamica dell'azione.

    No ... ovviamente nessun "terrorismo", questo è ovvio, il terrorismo è ben altra cosa .... rimane invece il dato, per me molto interessante sul piano sociologico, e ormai suffragato - in una fase certo non di picco della violenza politica di ogni genere - anche da altri precedenti simili, di gente tuttaltro che "militante" ma disponibile ad azioni in qualche modo violente ...

    Sui perchè ed i percome di questo i termini del discorso sarebbero lunghissimi ... ma questo è ....

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  4. E quindi? Il fatto che nessuno li conosca dimostra che fossero estranei agli ambienti antifascisti? Dove sta scritto? In base a quale logica? E' solo un grattare sugli specchi, un voler salvare il salvabile.

    I fatti parlano di un attentato antifascista fatto da antifascisti (la borghesia riempie i centri sociali da sempre), tutto il resto è soccorso rosso.

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  5. E' la stessa logica dei compagni di Acrobax che quando due "fascio-bar" accoltellano a morte il compagno Renato Biagetti per questioni molto banali di controllo "animale" del territorio si imbruttiscono contro tutti i tentativi di ridimensionare la qualità e la motivazione politica del delitto.
    Per quel che mi riguarda, e proverò a ragionarci su domani mattina, la violenza anonima di tre 'scoppiati' è potenzialmente molto più pericolosa di un'eventuale azione programmata della compagneria.
    Così come tocca capire che cosa è successo oggi pomeriggio a Milano.

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  6. UMT che i tre malandrini siano sconosciuti all'antifascismo locale bolognese, non esclude però che sia stato proprio questo fattore a decidere nella rossa Bologna, la loro scelta per una azione militante. Magari gli altri militanti bolognesi,già noti ai digos, non se la sono sentita di correre dei rischi, demandando l'azione incendiaria ai tre pischelli. Poi se ben rammento, anche Achille Lollo, non era un esponente di punta di Potere Operaio.Comunque "soccorso rosso" è già all'opera, vedrai che adesso, si mobiliterà, per scoprire, sicuramente qualche traffico di droga,per incolpare Casa Pound.Si formerà un comitato difensivo, con illustri personaggi schierati a difesa dei tre calabresi,come ai bei tempi dei fratelli Mattei, si mobilitarono Umberto Terracini e Riccardo Lombardi, due boss socialcomunisti di primo piano. Cambiano i suonatori, ma la musica è sempre la stessa|

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  7. L'ipotesi droga non pagata nel caso dei fasciofreak di Cpi é credile se non certa.

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  8. Tutte le ipotesi sono lecite ma andiamoci piano con le cazzate.
    Achille Lollo era il compagno più noto di Primavalle.
    Uno dei due avvocati è la madre di un arrestato ed + pure di centro destra.

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  9. a proposito di incendi...

    http://www.viterbonews24.it/news/incendiata-la-palestra-di-filippo-rossi:il--rogo-%C3%A8-sicuramente-di-origine-dolosa_19949.htm

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  10. Lollo, Clavo e Grillo erano usciti da mesi da Potere Operaio, inseguendo smanie lottarmatiste.

    Questo non impedì che comunque Potere Operaio, in una logica di solidarietà militante, favorisse la fuga di Grillo fuori dall'Italia.

    Ma in effetti, soprattutto Lollo che abitava nei lotti delle case popolari di Primavalle ed era stato una "avanguardia" dell'intervento politico nelle scuole della zona oltre ad essere figlio di due militanti del Pci, erano conosciutissimi nella compagneria di allora.

    Il paragone non regge proprio ... e questi sono difesi due dalla madre di uno di loro, esponente del PdL e già di Alleanza Nazionale ... e l'altro dallo stesso avvocato catanzarese che lo aveva difeso nelle storie di droghe precedenti ...

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  11. Come al solito questo sito è la patria delle chiacchiere in libertà.

    Cosa facciano o votino i genitori dei tre è del tutto ininfluente, tanto per cominciare. Non è che se uno ha i genitori di destra non può diventare antifà o viceversa.

    Inoltre: c'è bisogno di essere militanti per compiere atti criminali politici? Esistono i fasciobar così come esistono i fattoni sbandati che credono di essere compagni senza frequentare centri sociali. Quando gli uni o gli altri attaccano la sede di un altro movimento il reato è politico (diverso il caso delle risse per uno sguardo di troppo stile Biagetti).

    Terzo: al di là delle ipotesi e dei ragionamenti, è cmq vergognoso lo strabismo della stampa italiana. A parti invertite questo fatto sarebbe stato su tutte le prime pagine.

    Quarto: l'ipotesi di un regolamento di conti per fatti di droga e/o malavita si commenta da solo e qualifica chi la esprime.

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  12. Se non paghi i chiodi di droga non ti tirano le molotov in sede.
    Se non paghi i chiodi di droga ti vengono a cercare di persona, statene certi.

    Tirare fuori storie di droga non pagata per dare un movente ai tre figli di papà katanzaresi, significa non aver mai visto la strada o essere in palese malafede.

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