La sfida Scalzone-Delle Chiaie non si farà. E intanto Leporace replica agli attacchi dei suoi compagni - <b>FascinAzione</b>

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domenica 30 settembre 2012

La sfida Scalzone-Delle Chiaie non si farà. E intanto Leporace replica agli attacchi dei suoi compagni

(umt) La sfida tra Oreste Scalzone e Stefano Delle Chiaie non si farà, almeno per ora. Avendo accettato Delle Chiaie la mia disponibilità ad "arbitrare" il duello, mi sono attivato ma la cosa sembra, come al solito, frutto di un equivoco giornalistico (e come ti sbagli). L'ambasciatore a cui mi rivolgo per avere indicazioni puntuali su come reperire Oreste mi sconforta: "La sfida - mi spiega - valeva per ieri. Al giornalista di Calabria ora aveva spiegato che sarebbe rimasto a casa, cosa che ha fatto, per attendere una eventuale telefonata, semmai vi era l'intenzione di affrontare quel tema. Comunque, ovviamente, la smentita di Oreste vale per la sua persona e per quello che personalmente gli risulta. Ma a far parte del comitato d'Ateneo erano in tanti, i più sono diventati onorevoli, hanno posti di rilievo nei giornali. I testimoni di quel periodo sono molti ed importanti dunque. A questo punto se Delle Chiaie ha coraggio e dice il vero non ha che da fare i loro nomi e raccontare con chi e in quale circostanze li avrebbe incontrati nei giorni precedenti".
A sua volta Delle Chiaie rilancia: "Non mi interessa un confronto a distanza. Io voglio vedere il mio interlocutore negli occhi. E quindi confermo la mia disponibilità a un confronto pubblico con Scalzone".
Intanto non si chetano le polemiche cosentine. Il moderatore del dibattito, Paride Leporace (nella foto con Delle Chiaie), oggi direttore del "Quotidiano di Basilicata", ma un tempo leader della curva rossoblù e della compagneria antagonista cosentina, ha chiesto ospitalità alla testata locale dello stesso gruppo editoriale, per replicare a chi lo ha insultato dandogli del "traditore". Un articolo bello e appassionato di cui offro uno stralcio e consiglio la lettura integrale: "Sono consapevole di far parte di una minoranza interna a quella che fu l'Autonomia italiana che ritiene oggi l'antifascismo militante una pericolosa guerra in trappola di cui beneficia il Potere. Ho aderito già tempo addietro alla tesi di Bifo espressa nel libro “Come si cura il nazi” in cui vive il pensiero di Reich (nulla di nazista, tranquilli) teso a cambiare il pensiero di tanti nostri fratelli umani malati di aggressività paranoica. Una difficile attività che può dissipare o far piangere. E mi intristiscono le lacrime amare di Claudio Dionesalvi che nella sua generosità militante non può tollerare (pessimo verbo avrebbe detto Adriana Zarri) che io parli con persone mie coetanee che hanno idee differenti dalle mie. Approfitto per spiegare che sono passato con pie' veloce davanti ai manifestanti per le difficoltà del servizio di polizia (constato che la tragedia di Genova non ha insegnato nulla ai tutori dell'ordine pubblico) ritenendo che fermandomi avrei aumentato la tensione e ignorando che qualcuno reclamasse un confronto con me in quel momento. Agli unici due compagni che mi hanno telefonato sconsigliandomi di partecipare al dibattito ho risposto che la mia dignità non mi permetteva di ascoltare il loro fraterno invito". 


2 commenti:

  1. Dott. Tassinari, il link al testo integrale dell'articolo di Leporace non mi porta da nessuna parte...
    Che è successo...?

    Lo posterebbe lei per cortesia...?
    Grazie.

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  2. nel copia e incolla è andata perduta l'ultima l di html ... ho corretto.

    RispondiElimina

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