domenica 8 aprile 2012

Il femminismo della Lega: dalla dark lady Pivetti allo strapotere della Mauro

(umt) L'implosione della Lega richiede una riflessione approfondita. Uno tsunami di tale intensità che presuppone che ciascuno, nel suo piccolo, si ritagli quello spicchio di approfondimento a cui ritiene di poter apportare il suo contributo. Per me che da tempo ho spostato l'attenzione dalla fenomenologia all'antropologia, trovo interessante uno specifico aspetto: il femminismo della Lega. Che vent'anni fa portava alla terza carica dello Stato una showgirl come Irene Pivetti che, abbandonati in seguito i panni della castigatissima cattolica integralista, ha raggiunto la sua sfera di incompetenza ritagliandosi uno spazio nello show business come dark lady.  Oggi, invece, il Carroccio si trova travolta dallo scandalo anche per l'ingordigia (presunta) della vicepresidente del Senato, Rosy Mauro, che, a prendere per buone le cronache giornalistiche, avrebbe finanziato la carriera e gli sfizi del suo giovane compagno poliziotto con fondi della Lega destinati al sindacato padano da lei diretto. Secondo Il Fatto quotidiano
   “Per quanto attiene l’amante di Rosi Mauro – afferma Dagrada [la segretaria di Bossi, ndb] –, Belsito mi ha riferito che Pier Giuramosca (sic), poliziotto, attualmente suo segretario particolare, è stato da lei aiutato a ottenere un mutuo agevolato e gli sono stati pagati soldi per conseguire un titolo di studio. Il poliziotto è attualmente in aspettativa e ha un contratto con la Vicepresidenza del Senato, dove la Rosi è Vicepresidente dello stesso organo”. A quanto ammonterebbero queste spese passate dalle casse padane agli affari di Rosi e del cantautore Pier secondo la Dagrada? Tutto verbalizzato dai pm di Napoli e Milano: “Il diploma e la laurea (forse in corso) di Mosca-giuro Pier, compagno e segretario particolare della Rosi Mauro; il diploma e laurea (forse in corso) per la Rosi Mauro per complessivi 130 mila euro”.
Intanto godiamoci, nel video youtube, una canzone del "gigolò"  e un'intervista a Radio Padania 

16 commenti:

Mah... Io tutto 'sto femminismo non ce lo vedo. Le gentildonne citate hanno imitato il modo di fare maschile, e non mi pare ci abbia guadagnato nessuno. A parte loro, evidentemente.
Credo che sul termine "femminismo" si equivochi ancora molto, ed è un peccato.

P.S.: Non c'entra niente, ma quando vedo Rosi Mauro mi viene in mente la Thénardier, e non è una bella cosa. (Il riferimento è a Victor Hugo, chissà se si legge e si studia ancora).

Infatti, Ale, l'uso del termine è del tutto sarcastico

Ugo, lo so che tu sei sarcastico. Ma io, che a volte sono pessimista, penso sempre a chi legge... ;-)

Ad Alessandra Colla che non vede tutto questo femminismo, mi permetto di replicare, affermando che questa età oscura (Kali Yuga) si concretizza soprattutto con la continua e becera opera di "evirazione" psichica del genere maschile, da parte delle femmine. Solo un epoca di dissoluzione come l'attuale, poteva mettere all'apice di questa civiltà-porcilaia, rappresentanti oltre che ad essere tanto sgraziate fisicamente, anche nulle sotto tutti gli altri punti di vista.Una parola categorica si impone: femmine leghiste e non, dedicatevi alla calza! Temistocle Vaccarella.

Ma che dici. Temistocle Vaccarella è un investimento differito. Mia madre, che di queste cose ne capisce, ha calcolato che ogni suo intervento sul blog, essendo una penitenza, è un credito formativo per una settimana di purgatorio ...

Oh accidenti. Devo tenerne conto, allora.

Ma non vorrei cadere nella retorica della differenza ma credo che le donne della lega comunque non raggiungano gli abissi umani di borghezio, calderoli, bossi senior-junior e di altri uomini padani tipo il sindaco di adro, quello che decorava le scuole come gadget leghisti e poi metteva i figli degli immigrati a pane e acqua perchè non c erano soldi.

Alessandra Colla, mi ricorda la protagonista di un libercolo, in circolazione tempo addietro, dal titolo eloquente:"Le brave ragazze vanno in paradiso, quelle cattive vanno dappertutto". Post Scriptum. Apprendo dall'ultimo numero di "Sodalitium" (nr.65) organo dei seguaci italiani di Monsignor Lefebvre, che su Ipazia, ha scritto solo uno smilzo saggio di una ventina di pagine, non un ponderoso libro,che da una femmina dai capelli rosso fiamme, particolarmente erudita,ci si aspettava.Che delusione! Temistocle Vaccarella.

Tu invece hai pubblicato molti volumi ponderosi?

Faccio presente al sig. Vaccarella e al resto del mondo che non ho mai detto di aver scritto su Ipazia "un ponderoso libro". Lo "smilzo saggio di una ventina di pagine" è il distillato di alcuni mesi di lavoro e di quasi tutto il materiale disponibile all'epoca sulla figura di Ipazia --- ventisette anni fa.

L'ultima volta che qualcuno mi ha definito "femmina" è stato poco dopo la metà del secolo scorso, in sala parto.

UMT, ho provato a pubblicare un saggio storico tempo addietro;l'argomento in esame, è stato oggetto di una vivace polemica,su questo sito,con l'esimia studiosa di Ipazia; con una sua replica,degna di una libraia della Feltrinelli.Io non facendo parte di nessuna mafia accademica,di nessun cenacolo culturale in voga,ho perso solo del tempo e dei soldi. Siccome non sono un capitalista, ho gettato nella pattumiera il manoscritto,dedicandomi alla raccolta delle farfalle.Per la Signora Alessandra Colla, non sapevo che chiamare femmina, una appartenente al genere femminile, fosse considerato dalla stessa, un epiteto ingiurioso.Chiedo venia.Temistocle Vaccarella.

Faccio presente al sig. Vaccarella (e, di nuovo, al resto del mondo: hai visto mai...) che non ho mai detto/scritto di considerare il termine "femmina" un epiteto ingiurioso. Mi sono limitata a rilevare la singolarità della cosa: la consuetudine suggerisce, nel riferirsi alla femmina della specie umana, l'impiego di termini più specifici --- bambina, ragazza, donna, signorina, signora etc.
Mi viene in mente, invece, che anche l'Alighieri nella "Commedia" tende a considerare "femmina" un epiteto ingiurioso, codificando la differenza, già in uso allora, tra "donna" e "femmina".
Il padrone di casa mi perdoni per questo triste sfoggio di erudizione spicciola.

dopo l'animalismo svenevole, il femminismo erudito.
E' proprio il Kali Yuga.

@carnefice
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Chi definisce "svenevole" l'animalismo non conosce il significato di almeno uno dei due termini.

Sì, il femminismo nasce erudito. E sì, è proprio il Kali-yuga. Meno male.

Non voglio entrare in polemica, però ricordo a tutti, che Hitler era vegetariano.Il femminismo è una suprema iattura dei tempi moderni, non è per caso che le madri assassine, uccidono prevalentemente i figli maschi.E' scontato che il femminismo, prevalga nel Kali-Yuga, epoca di dissoluzione e di decadenza. Temistocle Vaccarella.

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