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La Polverini torna a casa e rientra nel Pdl

di Giuseppe Parente
La governatrice della Regione Lazio, Renata Polverini ex segretaria nazionale dell’Unione Generale del Lavoro, dopo il comizio a Sacrofano, comune alle porte della Capitale, entra ufficialmente nel Popolo delle libertà, sostenendo che se il partito pdl prende forma e mette in moto un meccanismo democratico, tutte le forze che fanno riferimento al centro destra italiano hanno il dovere morale di dare un proprio contributo anche il movimento Città Nuove, di cui Renata è la leader indiscussa e incontrastata; d’altronde il neo segretario nazionale del popolo delle a libertà ha chiesto a tutte le forze di centro destra di giocare insieme una partita, Città Nuove chiede unicamente al segretario Alfano di poterla giocare.
Ad onor del vero, il movimento Città Nuove, fondato dalla governatrice della regione Lazio,Renata Polverini, già durante le ultime elezioni amministrative dello scorsa primavera, aveva avuto il proprio battesimo elettorale con risultati davvero soddisfacenti, riuscendo ad eleggere consiglieri comunali in tanti comuni di piccole medie e grandi dimensioni nel Lazio, divenendo luogo politico di approdo per il deputato Antonio Buonfiglio, ex sottosegretario alle Politiche agricole, di provenienza Alleanza Nazionale, eletto nelle file del Popolo delle libertà, che aveva aderito al movimento di Futuro e libertà del presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, salvo poi ritornare grazie al movimento della Polverini nell’alveo del centro destra berlusconiano.
Il movimento Città Nuove, secondo Renata Polverini non è da considerare come un vero e proprio partito politico ma come una fondazione che ha voluto dare un contributo al centro destra ed in particolar modo al popolo delle libertà, anche grazie al contributo della società civile laziale.
Oggi, Città Nuove, come dimostra l’adesione dell’ex futurista Buonfiglio, può diventare una corrente del Popolo delle libertà, uno spazio politico vitale per riavvicinare i tanti futuristi in buona fede al Popolo delle libertà e costruire insieme a loro un centro destra unito e vincente.
In queste ore i dirigenti del movimento della Polverini sono impegnati in un duplice e duro lavoro da un lato per il tesseramento al Popolo delle libertà per aumentare il peso della fondazione all’interno del maggiore partito di centro destra dall’altro lato per l’accrescimento dei consensi della Fondazione grazie ad un maggior radicamento della stessa nella regione Lazio e non solo. Per quanto riguarda i congressi cittadini e provinciali del Popolo delle libertà, si dovrebbero svolgere, salvo sorprese, a partire dalla metà del mese di novembre.
I dirigenti verranno eletti con il principio democratico di una testa un voto, sistema fortemente voluto dal segretario Alfano con il nobile obiettivo di evitare il malcostume del mercato delle tessere che hanno un costo che va dai 50 ai 1000 euro per gli associati mentre gli aderenti ai quali spetta unicamente il diritto di voto attivo, la tessera costa unicamente 10 euro.
Ad animare la giornata, in casa popolo delle libertà, non ci sono solo i congressi cittadini e provinciali del partito, ma anche la questione della cosiddette Liste Coca Cola, ovvero le liste espressioni del candidato governatore di qualsiasi regione o di un qualunque candidato sindaco che costituiscono per i big del partito, tra cui anche il capogruppo a Montecitorio Cicchitto, un vero problema politico oltre che una emorragia di voti, chiaro e preciso il riferimento alla lista che porta il nome di Renata Polverini che grazie alla mancata presenza del pdl ufficiale alle ultime elezioni regionali, costituisce il primo partito della strana coalizione di centro destra senza pdl che sostiene la regione.
Secondo i soliti esperti della politica romana, dopo una lunga gestazione, è arrivato il tanto atteso passo indietro della Polverini, che confluisce insieme ai suoi consiglieri regionali e gli eletti negli enti locali espressione di Città Nuove nel principale parte di governo, costruendo dall’interno una corrente.

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