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Margi Villa: io il Msi ce l'ho nel sangue

La settimana scorsa il documentario sulla storia della destra salernitana presentato dall'attrice e regista Margi Villa del Priore ha vinto il premio Festival al Festival del Cinema di Salerno. Dopo aver recensito il film, Giuseppe Parente intervista l'autrice 
di Giuseppe Parente
La storia del Movimento Sociale Italiano, raccontata da Margi Villa del Priore, vince il premio “Festiva”l al festival internazionale del cinema di Salerno, grazie soprattutto a una attenta e precisa distinzione tra movimento e partito, espressa attraverso una serie di testimonianze affascinanti e coinvolgenti, senza nessuna concessione a facili piaggerie.
In una umida e piovosa serata, in quel di Napoli, tra un’ottima pizza fritta e un dolce tradizionale partenopeo, la giovane attrice e regista, senza peli sulla lingua, risponde con massima franchezza ad alcune domande sulla storia del Msi, sul docu-film e sul suo sentire la militanza politica nella Destra.
Come nasce questa passione per la politica e per il Movimento Sociale Italiano?
 La politica intesa come missione, è stato ed è, senza ombra di dubbio un vizio di famiglia. Infatti sono figlia di Anna Villa, militante storica del Movimento Sociale, che è stata finanche vice federale del partito, nel periodo in cui era federale Cesare Festa, mio zio Michele Coscione è stato consigliere comunale del Msi in provincia di Salerno, precisamente a Pagani e mio bisnonno è stato podestà.
Quando hai partecipato alla prima manifestazione del partito?
Margi Villa del Priore :  ricordo che all’età di 8 anni, nel corso di una manifestazione elettorale del partito, in conclusione di una combattuta campagna elettorale, salì sul palco per portare un fascio di rose al segretario del partito, l’onorevole Giorgio Almirante,del quale ho un ottimo ricordo, di leader carismatico della destra italiana, di grande saggio, ma ricordo che anche prima, negli anni della mia primissima infanzia, casa Villa era luogo di riunioni del partito, in quanto a Salerno il partito ancora non aveva una sede ufficiale.
Quando hai avuto la prima tessera del partito?
All’età di 14 anni mi sono ufficialmente iscritta all’organizzazione giovanile del partito, ed ho sempre collaborato alle attività militanti, ricordo con molta allegria, i pomeriggi passati insieme a mia sorella a preparare gli striscioni, che i giovani   camerati poi, di notte affiggevano, sui muri della mia città Salerno. Ho partecipato a tutte le campagne elettorali del partito e sono stata più volte rappresentante di lista del partito, e il 27 marzo del 1994 ho dato il mio primo voto al partito.
Il 27 marzo 1994, per la prima volta nella sua storia, la destra italiana, seppure in coalizione conquista il governo della nazione come vedevi la svolta di Fini.
Nel gennaio 1994 è nata Alleanza Nazionale, formazione elettorale composta dal Movimento Sociale Italiano e da altri associazioni minori di area liberale, democristiana e conservatrice, guidate dal professore Domenico Fisichella, da Publio Fiori e da Gustavo Selva, con il chiaro intento di allargare gli orizzonti culturali e politici del partito, ma è stato l’ennesimo fallimento. Credere nella svolta di Fiuggi, operata dall’ultimo segretario del Msi, Gianfranco Fini è stato un errore.
Quindi, anche per te, Fini è un traditore?
Assolutamente si, Fini è un traditore dell’Idea dal 1995, in quanto le sue posizioni politiche personali sono incompatibili con la storia della destra italiana e del partito, basti pensare al Fascismo definito male assoluto del XX secolo, alla cittadinanza italiana in soli 5 anni per gli immigrati, con il relativo diritto al voto, ai due si ai referendum radicali sulla fecondazione assistita.

Quale sarà la destra del futuro in Italia?
Non è sicuramente quella incarnata da Fini e dal suo movimento di Futuro e Libertà, né tanto meno la “contro destra” incarnata dagli ex colonnelli finiani converti al berlusconesimo della seconda maniera, ora organici nel popolo delle libertà, al momento nel mio paese, l’Italia, non c’è una vera forza politica di destra, che guardi al suo glorioso passato e che torni a considerare la politica come missione.
A chi dedichi il premio ricevuto per il tuo documentario.
Al popolo missino, che in 50 anni di storia del partito, con sacrifici e rinunce, pagando anche con la vita, ha tenuto alto i valori della vera destra, sociale, popolare, nazionale, dimostrando all’Italia intera, come si possa fare politica onestamente, con spirito di sacrificio, avendo come unico referente gli interessi del popolo italiano, in quanto il Movimento Sociale Italiano era l’unico partito davvero interclassista presente nel panorama politico italiano, per cui erano dirigenti del partito il principe Ruspoli e il netturbino Mario Mattei, segretario della sezione missina di Primavalle, la cui triste storia è nota a tutti.

3 commenti:

  1. E' chiaro,
    ... in non so' " quale film " abbia visto da Salerno questa ragazza attrice-regista negli ultimi 30 anni ( ma forse anche da prima ... ).

    E non credo che abbia letto le pagine fondamentali di ricostruzione critica del neo-fascismo di G. Parlato sui Fascisti senza Mussolini, e forse neanche Fascisteria.

    E quindi mi immagino quale film abbia scritto/girato ...

    Ma siccome siamo tutti un po' Felliniani ed adoriamo Kusturica, e quindi amiamo gli scenari surrealisti, la perdoneremo anche per questo.

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  2. dato che la nostra giovane amica considera Fiuggi un'abiura e considera sia "la Destra" di Storace che, mi risulta di capire, anche Romagnoli degli opportunisti infingardi ormai organici al PDL berlusconiano, anche qui il Caro Ugo dovra' impegnarsi a fornirmi il contatto di questa giovane e simpatica amica...........
    Avanti per lo Stato Nazionale del Lavoro, avanti per l'alternativa nazionalpopolare. Oltre la destra e la sinistra!

    Ago

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  3. Il mio plauso personale a questa iniziativa cinematografica. Anche io, nonostante i suoi moltissimi errori, ho ancora nel sangue il MSI. Mi ricorda mio padre, e tanta militanti onesti e generosi come lui, mi ricorda bambino partecipare alle befane missine dei primi anni '60 e salutare romanamente. Potete anche dire che può sembrarvi patetico, ma allora si usava così. Mi ricorda infine che nel 1970 mio padre, due mesi prima di morire, mi donò la tessera della Giovane Italia: avevo 11 anni. Le mire, le manovre, i giochi sporchi della dirigenza nulla quindi possono togliere ai miei ricordi più cari sul piano personale e familiare. Era ora che anche il cinema parlasse un pò del mio caro vecchio MSI.

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