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E' morto Umberto Fiore: confessò di aver ucciso Jolanda Palladino

 




A dare l'annuncio è Emmanuela Florino, leader napoletana di CasaPound, che ha da tempo trovato la sua sede nella storica sezione del Msi di via Foria, la "Berta". Una sezione chiusa nel giugno 1975 perché da lì partì il commando neofascista che la notte tra il 16 e il 17 ammazzò una studentessa, Jolanda Palladino, lanciando una molotov contro la sua 500, perché la ragazza era casualmente finita nel corteo automobilistico di attivisti del Pci che festeggiavano il clamoroso successo elettorale alle amministrative che di lì a poco avrebbe messo capo alla giunta di sinistra di Maurizio Valenzi che governò la città fino al 1983. Il padre di Emmanuela, Michele, aka "Faustino", era il segretario della Berta e fu anche lui coinvolto nelle indagini ma fu ben presto prosciolto: era tornato a casa presto portando le pizze comprato in un locale lì vicino. Umberto Fiore, invece, 20 anni, cameriere, fu individuato come responsabile dell'agguato, insieme ai fratelli Torsi. 

I tre, con altri camerati non identificati, si appostano sulle scalinate di via Michele Tenore, da lì lanceranno una bottiglia molotov sul tettuccio della 500 di Iolanda, per punire i "rossi" nel mucchio. La ragazza scende dall'auto quando le fiamme l'hanno già ricoperta e trasformata in una torcia umana. Quando alcuni passanti la soccorrono e la portano in ospedale, Iolanda è completamente ustionata. Dopo essere stata trasferita al centro ustioni di Roma muore dopo una lunga agonia durata giorni, in cui rimane sempre cosciente.

Il 24 a Napoli nella basilica ci sono i funerali della giovane simpatizzante di sinistra. Vi partecipano migliaia di persone tra cui moltissimi operai dell'Alfasud, e tanti antifascisti napoletani, che durante il funerale e durante il trasporto al cimitero salutano Iolanda con cori antifascisti e corone di fiori.

Durante il percorso del corteo funebre verso il cimitero, alcune migliaia di antifascisti, si dirigono prima in via San Giovanni e poi in via Foria, dove c'è la sede missina a cui appartengono gli assassini di Iolanda.

In via San Giovanni, viene divelta e danneggiata un'insegna dell'Msi, poi in via Foria il corteo viene caricato duramente dalla polizia, che difende la sede fascista. I fascisti hanno appeso in questa via uno striscione provocatorio su cui è scritto: "Né Dio né gli uomini fermeranno la violenza fascista". Lo striscione viene tolto dagli antifascisti e dopo ne segue una carica della Polizia. Dopo gli scontri il corteo viene ancor caricato dalle forze dell'ordine quando cerca di depositare una corona di fiori nel luogo dell'attentato squadrista.

Fiore scappato ad Ischia i giorni dopo la l'omicidio viene arrestato e dopo aver confessato, viene condannato con gli altri imputati a sei anni e otto mesi di carcere, ridotti a 5 anni in appello. La famiglia Palladino non ricevette alcun tipo di risarcimento

La testimonianza del giudice Quatrano  

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