"Non siamo caduti in autunno", il video documentario su Murelli - <b>FascinAzione</b>

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lunedì 10 agosto 2020

"Non siamo caduti in autunno", il video documentario su Murelli

 

Maurizio Murelli è ben noto ai nostri lettori. Detenuto di lungo corso, ha messo a frutto il troppo tempo della infinita giornata reclusa per trasformarsi in uno dei maggiori intellettuali, editori (prima la Società Editrice Barbarossa con la rivista Orion, ora AGA Editrice) e figure di riferimento della destra radicale più eretica, e più vicina all'estremismo rosso. Il suo percorso va dal fascismo al nazionalcomunismo alla Quarta Teoria Politica di Aleksandr Dugin, del quale è editore e referente italiano. Di recente è stato protagonista di un assedio mediatico, da parte principalmente dei programmi Report e Piazza Pulita, dell'Espresso e del giornalista Claudio Gatti, che ha dato il via al tutto con il libro I demoni di Salvini, nel quale si sosteneva che Murelli fosse responsabile, a partire dagli anni '90, attraverso le figure di Gianluca Savoini e Mario Borghezio, di una nazificazione della Lega Nord, trasformata da partito federalista a sovranista, e dell'ascesa al potere di Matteo Salvini, in qualità di "agente di influenza" (grazie a Dugin) del presidente russo Putin in Europa. Chiunque, come me, abbia conosciuto da anni Maurizio, il suo percorso e il mondo delle destre radicali italiane, può facilmente capire quanto queste teorie siano ridicole e strumentali ad una delegittimazione di Salvini, ma il grosso riscontro che hanno avuto sui media ha spinto un piccolo gruppo di studiosi del tema a mobilitarsi per chiarire le cose ed offrire a Murelli la possibilità di rispondere alle accuse.

 Si tratta della coppia di videomaker, vicini al Partito Radicale, e attivi in realtà come Nessuno Tocchi Caino, Umberto Baccolo ed Elisa Torresin (che già avevano realizzato un ciclo di videointerviste biografiche a Rainaldo Graziani e a Ines Pedretti, e una serie di film conversazione sul tema del superamento del fascismo, nei quali Rainaldo si confrontava proprio con Maurizo Murelli, con un anonimo ex missino importante e con Roberto Costa – tutti materiali dei quali abbiamo parlato su questo blog), e del giornalista e saggista Matteo Luca Andriola, autore di un recente libro sui populismi di destra e nostro collaboratore occasionale. L'idea di base era quella di far intervistare Murelli da Baccolo e Andriola sulle accuse gli erano fatte, e sul suo percorso e idee politiche e filosofiche in generale, lasciandolo parlare senza filtri, liberamente, senza censure e manipolazioni.

 Ma ottenute circa quattro ore di intervista, Baccolo e Torresin hanno deciso che la figura di Maurizio, che hanno imparato a stimare molto anche nelle idee divergenti, e con il quale hanno trovato importanti punti di contatto, soprattutto sul tema carcere, meritasse qualcosa di più e di meglio, e così, nonostante l'evidente povertà di mezzi a livello economico, hanno deciso di confezionare un vero e proprio film documentario sulla sua figura, della durata di ben 140 minuti, che sorprendentemente scorrono in modo veramente veloce e piacevole. "Maurizio Murelli – Non siamo caduti in autunno", diretto da Umberto Baccolo, con montaggio di Elisa Torresin e suo, e riprese loro con la collaborazione di alcuni cameraman professionisti, mescola con un certo ritmo e abilità (Baccolo arriva dalla regia e sceneggiatura di diversi cortometraggi e videoclip che hanno avuto buona accoglienza nei festival internazionali e dal lavoro sul set di film d'autore) gli spezzoni delle interviste con brevi testimonianze su Murelli girate per l'occasione (ci sono Mario Tuti – con un monologo particolarmente gustoso -, Rainaldo Graziani, Pierluigi Carissimi della prima redazione di Orion, lo storico amico Enrico Cuaz, il saggista pubblicato da AGA Giacomo Maria Prati, e ci sono pure io), moltissime foto e video di repertorio (compresi frammenti del mio dvd "I colori del nero" e del documentario di Murelli su Julius Evola "Dalla frontiera a Dada") e toccanti letture interpretative di brani dei libri di Maurizio "Alla Corte dei Brut" e "Cavalcare le vette" in parte eseguite dal duo Parole Sonore (voce di Annamaria Rossano e musica di Johannes Bickler) e già edite, in parte, completamente nuove, da Baccolo, Torresin e Graziani con accompagnamento di musica classica.

 Particolarmente ben studiata la selezione musicale a cura di Elisa Torresin: oltre al brano di Bickler sul Sole di Mezzanotte di Dugin (già protagonista del corto diretto da Umberto Baccolo "Aurora del Soggetto Radicale" che filma la performance di luci e musica di Marco Maccecchini, Parole Sonore e Graziani alla Corte dei Brut), abbiamo brani del filosofo Friederich Nietzsche, di Ennio Morricone (da "C'era una volta il West") e la Cavatina di Myers dalla colonna sonora del Cacciatore di Cimino, in un contesto nel quale ogni nota che ascoltiamo è stata scelta e posizionata con una particolare logica di senso. Il film a livello narrativo procede diviso per sezioni, ognuna con un tema particolare: di grande importanza per gli autori, ed è evidente, quella, lunga e lasciata per il finale, dedicata al carcere, alla possibilità di sostituirlo con pene alternative, alla crudeltà inutile di 41bis ed ergastolo ostativo, tematiche che mostrano un Murelli appassionato e profondamente etico, che si mostra completamente in linea con le idee garantiste di Baccolo e Torresin (i quali gli avevano già fatto un'intervista di 30 minuti esclusivamente su quel tema pubblicata in passato sul canale YouTube di Murelli, dove trovate anche questo documentario e il suo trailer, e vari altri materiali). 

Ma è anche molto significativa ed emozionante la parte sulla montagna (e sull'amicizia virile), con un toccante tributo a Omar Vecchio, l'intellettuale e alpinista del gruppo di Orion, grande amico di Murelli, morto esattamente 20 anni fa in una scalata. Accanto a queste, che rappresentano il nucleo emotivo, il cuore del film, sezioni, oltre che sull'affaire Gatti/Report e sulle demonizzazioni subite da parte della stampa, su cos'è il fascismo per Murelli e sulla sua storia personale, origini ed evoluzione, su Dugin, le migrazioni, la spiritualità, il razzismo, l'omofobia e l'antisemitismo, le ortodossie ideologiche, gli opposti estremismi e il contatto tra loro in chiave anticapitalista e antiglobalista. Il documentario risulta quindi molto interessante e scorrevole nonostante la lunghezza, ma questo non vuol dire che non abbia le sue pecche. La principale è l'audio, veramente mediocre. Avendo gli autori lavorato praticamente senza budget, da soli e senza esperienza su certi aspetti tecnici, il mixaggio audio risulta malriuscito, con il volume che a seconda delle scene e di chi parla si alza e abbassa, e la musica che ogni tanto sovrasta i dialoghi. Con ciò, un consiglio che possiamo dare è guardare il documentario sul computer, usando le casse (o le cuffie), che permettono di sentire sempre bene alzando un po' nei momenti in cui si abbassa l'audio. Anche il montaggio video ogni tanto presenta difetti (ad esempio una foto appare due volte) e tagli un poco bruschi. 

Con ciò, il lavoro ha indubbiamente un suo valore e colpisce perché, oltre ad essere interessante, è fatto con molto cuore e sentimento, e un documentario su un fascista realizzato da due simpatizzanti dei radicali e un comunista, che sia elogiativo nei confronti del protagonista, ed onesto, equilibrato, ma affettuoso, risulta un oggetto decisamente particolare e raro, e mi fa piacere che sia un figlio dichiarato del mio lavoro di anni sulla fascisteria. Passando alle ultime informazioni, il documentario è uscito sul canale YouTube di Murelli il 30 marzo 2020 , con un discreto riscontro: le visualizzazioni attualmente sono quasi tremila, e sono uscite nei giorni successivi una recensione su Affari Italiani ed una su Ereticamente e pagina dedicate su Wikipedia e IMDB. Bizzarra scelta degli autori, il trailer ufficiale, di 4 minuti, al posto che prima è uscito qualche giorno dopo, il 5 aprile, ma a sorpresa si è rivelato un piccolo cortometraggio originale che merita di essere visto anche da chi ha già guardato il documentario: infatti Baccolo e Torresin hanno realizzato un gustoso blob di spezzoni di interviste a Claudio Gatti (e immagini promozionali di dubbio gusto del suo libro), Report, Piazza Pulita e Fratelli di Crozza su Murelli e la nazificazione della Lega, accompagnandole con la musica dei Goblin Profondo Rosso e mescolandole a copertine particolarmente assurde di Cronaca Vera, con come gran finale la decapitazione di Flavio Bucci nel Marchese del Grillo (metaforicamente Murelli) e un sasso che colpisce, distruggendolo un televisore. Per finire, gli autori hanno annunciato per i prossimi mesi una riedizione con i difetti di audio e montaggio corretti grazie alla collaborazione di un amico tecnico professionista, e qualche minuto in più con precisazioni di Murelli su alcuni temi, la quale probabilmente sarà edita in DVD da AGA in modalità ancora completamente da discutere e definire.

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