Gli ultras ai tempi del coronavirus. I buoni e i malamente - <b>FascinAzione</b>

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mercoledì 11 marzo 2020

Gli ultras ai tempi del coronavirus. I buoni e i malamente


Il carcere di Poggioreale è stato uno dei primi interessati al movimento di rivolte contro il decreto coronavirus con 4 padiglioni devastati e decine di agenti contusi. Gli ultras azzurri della Curva hanno espresso la loro solidarietà ai detenuti con uno striscione: "Che non siano dimenticati, tutelate i carcerati"



Gli ultras varesini "ringraziano" chi è partito: "La Lombardia avete ripulito"

La sindrome dell'Italiano medio ha colpito il mondo ultras più del Coronavirus. E noi che pensavamo di essere ragazzi di tempra e pasta differente...
Lo striscione esposto questa notte e rivendicato dal nostro gruppo, ha scosso le fondamenta di questo ambiente che ha tristemente assorbito (e si è fatto assorbire) dalle regole e dai moralismi buonisti di una società che ha sempre cercato di combattere.
Da Leoni a Pecore, pronti a puntare il dito e ad indignarsi sui social Network: che tristezza.
Il nostro striscione è contro TUTTI coloro che hanno abbandonato la nostra Terra, la nostra Città e la nostra Regione, fuggiti come ladri nella notte, scappando come profughi dalle città in guerra, come partigiani dalla battaglia. Di fatto ripulendo la nostra Lombardia da vigliaccheria e infamia, perché lo ribadiamo con forza: chi scappa è un INFAME e anche un codardo, che ha in pratica trasformato le terre di arrivo in altre zone rosse.
*E noi di questa gente non sappiamo cosa farcene!!*
Certo però è più facile mettersi a piangere pensando alla discriminazione territoriale e al "politicamente corretto", scrivendo stronzate su internet associando il nostro Odio per i Napoletani a quello per il Sud.
*Il virus è in chi si è fatto piegare dal sistema!*
Con Fierezza
*CUV19* _Venuti dalla Strada_

Il "secondo anello" contro Marchisio e Bernardeschi: buonisti

Gli ultrà della Juventus contro Federico Bernarderschi e l'ex Claudio Marchisio, colpevoli di “buonismo”. Il gruppo “secondo anello”, che in questi mesi di crisi legate alle inchieste penali dei gruppi storici come i Drughi, sta facendo da unico punto di riferimento del tifo organizzato non ha gradito il post dell'ala bianconera. “Dall’alto della sua villa in collina e del suo stipendio annuo di 4 milioni netti, continua a gettare benzina sul fuoco rincalzando la solita morale filo immigrazionista e politicamente corretta” attaccano gli ultrà.
Bernardeschi qualche giorno fa sul suo profilo Instagram aveva pubblicato un post nel quale, parlando della situazione legata al Coronavirus, si era schierato dalla parte dei migranti: “Abbiamo fatto morire donne e bambini, perché prima veniva la nostra sicurezza, la nostra ricchezza e poi le loro vite” aveva scritto il giocatore della Juve e della nazionale. In un lungo post su Facebook, dal titolo “Da Marchisio a Bernardeschi, attori diversi stesso (triste) copione”, gli ultrà scrivono: “Negli ultimi anni il calcio è diventato sempre più lo specchio del mondo moderno, a partire dalle alte sfere che lo governano, passando per le società e arrivando infine ai giocatori. Tra questi ultimi è ormai uso comune allinearsi alla logica buonista dettata dai salotti radical chic, una triste tendenza che ha investito anche Federico Bernardeschi e il suo profilo Instagram, dove pochi giorni fa è apparso un retorico copia e incolla degno della bacheca di Saverio Tommasi”.

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