Fioravanti: Izzo, un esponente della nuova cultura rivoluzionaria
Quella che pubblichiamo oggi è una lettera inedita, del novembre 1982, del "capo dei Nar" a Mario Tuti. Nel lungo testo, una decina di pagine dattiloscritte a spazio 1, Fioravanti ricostruisce lo scontro politico in atto nell'area dei prigionieri dello spontaneismo armato e rivendica il percorso di "attacco" a tutta la vecchia guardia (Avanguardia nazionale e Ordine nuovo) nella modalità della "ricostruzione storica" delle prassi stragiste.
L'accusa rivolta alla componente rivale (i "novaresi": Macchi, Giuliani, Pedretti) di essere corrivi con Ordine Nuovo e di aver "concentrato il fuoco" su Avanguardia nazionale è ingiusta e infondata. Da quel gruppo umano, infatti, sono venuti gli attacchi ai "veneti" coinvolti nella "strategia della tensione": nella primavera precedente Giuliani "puncica" Freda a Novara, Iannilli pesta Fachini a Roma.
Fioravanti rivendica invece a sé e ai suoi sodali l'essere espressione di una nuova "cultura rivoluzionaria", una cultura "non libresca" ma maturata nella prassi, nella comunità carceraria.
Peccato che poi dei quattro "campioni" citati ben tre, due a stretto giro, un terzo quando ne avrà bisogno, si pentono: Izzo, Calore, Bonazzi. Del quarto non sappiamo: perché non siamo riusciti a identificare chi sia "Manzino".


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