21 ottobre 1982: la vendetta dei Nar sul capitano Straullu - <b>FascinAzione</b>

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lunedì 21 ottobre 2019

21 ottobre 1982: la vendetta dei Nar sul capitano Straullu




I tre [Alibrandi, Cavallini e Sordi, ndb] lasciano di corsa Milano [dove hanno ucciso due poliziotti in un conflitto a fuoco casuale] tornano in treno a Roma, perché è pronta un’altra azione, ancora contro la polizia: ormai tra i Nar e l’antiterrorismo è guerra aperta. Ancora la Mambro:
Era diventata quasi una guerra personale tra noi e la Digos di Roma. Dal carcere arrivavano da mesi notizie inquietanti sui metodi di interrogatorio del capitano Straullu, che era il responsabile romano dell’antiterrorismo per la destra. Ripeto, ci arrivavano informazioni brutte e sgradevoli nei suoi confronti. Abbiamo visto che anche Di Vittorio ha raccontato di essere stato interrogato e pestato a Treviso da agenti della Digos romana, guidati da Straullu. E Magnetta ha fatto il nome dell’ufficiale della Digos come responsabile della squadra che sparò al valico del Gaggiolo, ferendo Carminati.

Continua Francesca Mambro:
Erano diverse le persone che erano state pestate da lui o da gente della sua squadra. Per esempio Gabriele De Francisci fu sottoposto a un interrogatorio molto pesante, con tante botte, così come Riccardo Brugia e altri ragazzi arrestati. LEGGI TUTTO

LA RIVENDICAZIONE

Vale telefona qualche ora dopo ad alcuni quotidiani per rivendicare l’attentato [contro il capitano Straullu e il suo autista]. Lui, Soderini e la Mambro vorrebbero «intitolare» a Nanni De Angelis  il gruppo di fuoco che ha sparato, mentre Alibrandi suggerisce di dedicarlo a Franco Anselmi, il «padre» dei Nar. Sarà la scelta definitiva. Poi tutti a pranzo in un ristorante toscano dalle parti di Porta Pia e, nel pomeriggio, a vedere Excalibur, sulla saga di re Artù: un film «cult» per il neofascismo dei primi anni Ottanta. Due giorni dopo i Nar inviano all’Ansa e alla Repubblica il testo di un comunicato scritto a quattro mani da Cavallini e Mambro. LEGGI TUTTO

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