Ricordando Sergio Ercolano. Quel giorno sugli spalti del Partenio - <b>FascinAzione</b>

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venerdì 20 settembre 2019

Ricordando Sergio Ercolano. Quel giorno sugli spalti del Partenio

Il 20 settembre di sedici anni fa andava tragicamente oltre Sergio Ercolano. La sua unica colpa era quella di essere tifoso del Napoli,  squadra del cuore che aveva deciso di seguire in trasferta, in quel di Avellino. Era alla sua seconda e purtroppo ultima, trasferta al fianco della squadra del suo cuore.
Era un sabato di fine estate, il Napoli, dell'allora presidente Salvatore Naldi, militava nel campionato di serie B ed allo Stadio Partenio di Avellino era previsto l'incontro di calcio, valevole per la quinta giornata di campionato tra l'Avellino ed la squadra azzurra che aveva ambizioni di tornare in massima serie ma dopo 4 partita aveva solo 3 punti in classifica, figli di 3 pareggi ed una sconfitta, mentre l'Avellino, ritornato in serie B, dopo la promozione dalla serie C, aveva solo 2 punti in classifica, grazie a due pareggi conquistati.
Un derby molto sentito, al quale, da vecchio sostenitore del Napoli, abbonato della Curva A non militante in nessun gruppo organizzato, ho partecipato, organizzando la trasferta insieme agli amici di sempre.  Nel corso del viaggio, come tanti altri tifosi del Napoli fummo controllati all'ingresso dell'autostrada Caserta Roma, ed all'uscito presso il casello auto stradale di Avellino. Ci furono chiesti i biglietti, furono ispezionati gli zaini e controllata la macchina.  Parcheggiamo l'automobile a poche centinaia di metri dallo stadio ed insieme ad altri tifosi, sia del Napoli che dell'Avellino ci recammo allo stadio. Avevo il biglietto del settore ospiti. Mi auguravo di assistere ad una festa dello sport, come erano stati gli altri derby tra Avellino e Napoli in serie A nei mitici anni 80. Allo stadio entro più di un'ora prima dell'inizio del match, le due tifoserie si sfidano a colpi di cori, non offensivi, aspettando la discesa in campo degli atleti.
All'improvviso un numeroso gruppo di tifosi azzurri che rincorrevano i carabinieri presenti sul campo, compare in campo ed iniziano gli scontri. I carabinieri riparano negli spogliatoi.
Dal settore ospite rimbalzano voci di scontri tra tifosi del Napoli e forze dell'ordine. Qualcuno parla di feriti, qualche altro addirittura di due morti.
Per fortuna gli ultras dell'Avellino, compresa la gravità dei fatti, rimasero in silenzio, nel loro settore, non scendendo in campo.
Sedici anni fa, non esistevano i social network, le linee telefoniche saltarono. Successivamente sapemmo della tragica morte di Sergio Ercolano. Un tifoso del Napoli che scappava dalle cariche violente delle forze dell'ordine verso i tifosi azzurri. Una fuga finita tragicamente, su una tettoia di plexiglass che non poteva reggere il suo peso.
Sergiò precipitò in un voto, senza scampo. Di quella tragica morte nessun colpevole. La colpa era di Sergio, che cercò di salvare la sua vita, purtroppo perdendola, in una sera che doveva essere di festa e che si trasformò in tragedia.
Sergio. come ci ricorda il Corriere dello Sport in un interessante articolo, era un ragazzo di buona famiglia, con in tasca i soldi ed il biglietto, che no sono stati trovati e stava fuggendo perché voleva tirarsi dai disordini.



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