giovedì 2 agosto 2018

2 agosto, Steccanella spiega perché le condanne sono infondate

Davide Steccanella, avvocato e saggista, ci spiega perché le condanne per la strage di Bologna fanno acqua da per tutto.

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La Sentenza della Cassazione a Sezioni Unite del 23 novembre 1995 (relatore Marvulli) ha condannato Mambro e Fioravanti sulla base, si legge testuale, delle seguenti 4 prove: 1) le dichiarazioni rese da Massimo Sparti; 2) il movente dell'omicidio di Francesco Mangiameli; 3) l'anticipazione della strage da parte di Luigi Ciavardini; 4) la scarsa attendibilità dell'alibi offerto dagli imputati. 

1) (Sparti). Trattasi di discutibile “pentito” e accertato menzognero dato che ebbe a denunciare con falsa documentazione medica di dottori compiacenti un proprio cancro inesistente per uscire di galera, che l’11 aprile 1981 ha dichiarato agli inquirenti di avere incontrato i due il 4 agosto a Roma per procurare loro due documenti falsi e di avere udito in quell’occasione Fioravanti commentare la strage di due giorni prima con la frase “hai visto che botto !”. Tutti i familiari dello Sparti, persino il figlio, lo hanno successivamente smentito al processo, affermando che quel giorno lo Sparti si trovava con loro in villeggiatura in altra località di campagna, e i due imputati, pur confermando la richiesta di documenti falsi, ma non già per loro bensì per altri militanti NAR, hanno attestato che il fatto si sarebbe verificato in diversa data e con diverso nominativo, così costringendo lo Sperti a successivamente rettificare, in data 5 maggio 1982, sia la data che il nominativo originariamente indicato, non più Mario Ginesi, bensì tale Fausto De Vecchi. 

2) (Mangiameli). Il militante NAR fu ucciso il 9 settembre 1980 secondo l’accusa in quanto a conoscenza di particolari sulla colpevolezza del Fioravanti nella strage mentre Fioravanti lo ha attribuito al fatto che potesse rivelare il progetto NAR di uccidere Piersanti Mattarella di cui aveva saputo in occasione di un loro incontro in Sicilia nel luglio del 1980. La circostanza che Mangiameli fosse a conoscenza di particolari sulla strage di Bologna non ha mai trovato alcun riscontro, ma poiché l’omicidio Mattarella risaliva a prima dell’incontro del luglio, l’accusa deduce che il movente dell’omicidio Mangiameli fosse per forza la strage di Bologna. 

3) (Ciavardini). In realtà il minorenne NAR si limitò a disdire il giorno prima del 2 agosto un appuntamento che aveva a Venezia con la propria fidanzata. Ma siccome Ciavardini ha attribuito la ragione del rinvio alla necessità di procurarsi un documento falso e siccome il 3 agosto ebbe ad esibirne uno in occasione di un incidente stradale (ben lontano da Bologna), l’accusa deduce che avendo già un falso documento il giorno 3, la ragione del rinvio del giorno 2 dovesse per forza essere quella di trovarsi a Bologna il giorno della strage.  

4) (alibi) quanto all’alibi per il giorno 2 gli imputati hanno dichiarato sin dall’inizio di trovarsi quel giorno entrambi nel veneto ospiti di Cavallini il quale ha confermato l’alibi, a sua volta confermato anche dalla di lui fidanzata, Flavia Sbrojavacca, e dalla madre di quest’ultima (Maria Teresa Brunelli), entrambe certe di avere incontrato il 2 agosto entrambi gli imputati in veneto. Ma siccome Fioravanti (in isolamento in galera da mesi) aveva ricordato Treviso mentre la Mambro (idem come sopra) Padova, per l’accusa i due erano a Bologna. 

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