martedì 5 giugno 2018

Ricordando Gianluca Buonanno europarlamentare della Lega nel secondo anno della sua scomparsa

Il 5 giugno di due anni, in un incidente stradale lungo la Pedemontana a Gorla Maggiore, in provincia di Varese, andava oltre, a soli 50 anni, Gianluca Buonanno europarlamentare della Lega Nord.
Secondo le prime ricostruzioni, attorno alle 17 l'auto con a bordo Buonanno e la moglie avrebbe tamponato una seconda vettura con tre persone a bordo che era ferma a causa di un guasto. L'esponente leghista lascia due figli.

Buonanno ha cominciato a fare politica in An, poi il passaggio al Carroccio. Era stato sindaco anche a Serravalle e Varallo, adesso lo era a Borgosesia, in provincia di Novara. Solo pochi giorni fa era stato a Milano alla manifestazione nazionale del partito, sotto una pioggia incessante, in mezzo alla base. Incarnava l'immagine più ruspante e insieme politicamente scorretta della Lega Nord. Spesso aveva fatto parlare di sé per via di alcune sue sparate, ricevendo in tempi recenti alcune tirate di orecchie (mai in pubblico) da parte di Matteo Salvini, irritato per il protagonismo spesso controproducente del collega. Come quando si presentò in televisione, durante una trasmissione con una pistola: era il suo modo per parlare di sicurezza e legittima difesa.
Una volta entrato alla Camera, Buonanno si era dipinto la faccia di nero dicendo che “anche noi vogliamo gli aiuti che si danno a chi arriva agli ultimi minuti”, riferendosi ai soldi stanziati dal governo per i profughi. È negli annali anche la spigola che teneva in mano e che gli valse l’espulsione quando il grillino Luigi Di Maio presiedeva i lavori in aula. Poi le manette, le provocazioni, le urla sguaiate: quasi un marchio di fabbrica.
Eletto a Bruxelles, stesso registro: lì ha portato la carta igienica, una fettina di carne, un burqa, le uova e si è persino messo a mangiare una banana dicendo: “La banana non deve mangiarla il bambino. Il bambino la mangia in Africa, in Sudamerica. In Europa ai bambini diamogli i frutti del territorio”. O come quella volta in cui se la prese con gli zingari in plenaria, scandalizzando mezzo emiciclo: "La maggior parte di loro ruba dappertutto: sono portati a rubare, a utilizzare i bambini per mandarli a rubare. Se il 2 agosto è la giornata dei rom e degli zingari allora dedichiamo gli altri 364 giorni dell’anno a quelli che sono stati derubati". Sempre poco tempo fa, invece, diede del "figlio di puttana" ("è brutto da dire ma è così",disse alla Zanzara su Radio 24) a Tobia Antonio, il bambino di Nichi Vendola).

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