martedì 15 maggio 2018

14 maggio 1983: arrestato per omicidio l'avvocato Marcantonio Bezicheri. Prosciolto dopo 5 anni

 Il 14 maggio 1983, a Bologna, è arrestato l’avvocato Marcantonio Bezicheri, esponente del Msi, con l’accusa di ‘concorso morale’ nell’omicidio di Mauro Mennucci. E' innocente ma ci vorranno quasi cinque anni, a febbraio 1988, per arrivare al proscioglimento. Ottiene infatti gli arresti domiciliari a luglio 1984, la scarcerazione a giugno 1985. L'Italia sarà perciò condannata dal Consiglio d'Europa per non aver assicurato tempi rapidi di processo. Dirigente del Msi, responsabile dei Volontari nazionali, paga soprattutto l'impegno in difesa di tanti prigionieri politici. 

 "Non c’era processo politico - ricorda Gianni Correggiari - contro camerati che non lo vedesse protagonista. Pagò con la galera e un lungo periodo di arresti domiciliari la sua militanza giudiziaria. Accusato da due pentiti di essere stato, niente di meno, latore di un mandato omicidiario contro Mennucci (che avrebbe trasmesso per l’esecuzione ad un suo cliente) in uno scambio di favori che avrebbe dovuto portare, addirittura, all’omicidio in carcere del professore Paolo Signorelli, amico personale dell’avvocato Bezicheri (e questo, al di là della sua onestà, già la diceva lunga sulla serietà di quelle accuse) fu alla fine prosciolto in istruttoria. In quello stesso periodo, altri avvocati difensori di militanti dell’estrema destra patirono il carcere e la persecuzione per l’opera infamante del pentitismo, sovente teleguidato da mestatori di professione: l’avvocato Alberghini di Venezia, l’avvocato Sangermano di Firenze, ma la carcerazione di Marcantonio Bezicheri fu più lunga e l’iter giudiziario più travagliato. Ne uscì scosso ma non venne meno la sua determinazione nel difendere, al processo per la strage di Bologna, imputati alla fine assolti: Massimo Fachini e Sergio Picciafuoco.

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