mercoledì 10 gennaio 2018

10 gennaio 2007: muore a Milano Nico Azzi. Il ricordo di Cesare Ferri


Il 10 gennaio di undici anni fa, a soli cinquantacinque anni, moriva Nico Azzi, un protagonista degli anni di piombo, ammazzato da un infarto mentre guardava la televisione. Nico fu attivista della Giovane Italia, raggruppamento giovanile del Movimento Sociale Italiano alla fine degli anni sessanta e con la chiusura della storica sede meneghina divenne uno dei leader della piazza nera per eccellenza San Babila. Azzi era militante della Fenice, un circolo militante di orientamento ordinovista che faceva capo a Giancarlo Rognoni e che fu smantellato dalle forze dell'ordine dopo che lo stesso Azzi rimase ferito mentre preparava un ordigno esplosivo nel gabinetto di un treno sulla linea Genova - Roma, il 7 aprile 1973. Azzi fu anche coinvolto nel processo per il successivo giovedì nero, il 12 aprile 1973, in cui fu ucciso il poliziotto Marino. Era stato Azzi a fornire le granate militari usate quel giorno dai sanbabilini. Negli ultimi anni si era avvicinato a Forza Nuova che così lo ricordava:

«Le parole sono insufficienti a descrivere il dolore… Altrettanto povere sembrano le parole per descrivere il tributo di gratitudine e affetto che Nico ha saputo meritare nei confronti di tutte le generazioni forzanoviste, soprattutto verso le più giovani schiere militanti…». I suoi funerali furono occasione di polemiche da parte della sinistra: perché si erano svolti in Cattedrale, perché il sacerdote nell'omelia aveva ricordato il padre premuroso che l'ex terrorista era diventato. A tagliare la testa al toro l'onorevole Ignazio La Russa, all'epoca segretario provinciale del Fronte della Gioventù: "Dimenticano la pietà cristiana. Discriminazioni odiose". Il suo fraterno amico Cesare Ferri dalla sua pagina facebook, in occasione del decennale della scomparsa cosi lo ha ricordato.

Il 10 gennaio del 2007 Nico Azzi ci lasciava ammazzato da un infarto mentre guardava la televisione. Siamo cresciuti "politicamente" insieme, io, lui e tanti altri. Prima corso Monforte, poi San Babila e infine il "Pritaneo": lunghi anni fatti di lotte in piazza, di notti trascorse parlando dei nostri sogni, di sofferenze e di speranze. Ma mai siamo stati sfiorati dal dubbio che forse stavamo dalla parte sbagliata: noi stavamo dalla parte giusta, erano gli altri a stare in quella sbagliata. Siamo cresciuti e siamo diventati uomini ma ciò che avevamo dentro - e tante volte ce lo siamo ripetuto io e Nico - è rimasto inalterato; una maggiore cultura non ci ha portati su posizioni diverse da allora, semplicemente ci ha ulteriormente rafforzati nell'idea che abbiamo fatto quello che doveva essere fatto. Oggi Nico fisicamente non c'è più, ma solo fisicamente, appunto, perché il suo ricordo di camerata coraggioso, altruista e un po' guascone mi accompagna sempre e quando uno è ricordato è come se non fosse mai morto.

1 commenti:

Ricordiamo che proprio dal ritrovamento del memoriale Azzi nell'abbaino di viale Bligny a Milano ripartirà la nuova inchiesta milanese su piazza Fontana degli anni '90 ...

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