giovedì 5 marzo 2015

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Quel "nazista di Stefano Sutti" ovvero un'occasione persa per riflettere sulle matrici culturali del fascioleghismo

Dopo l’estrema destra di Casa Pound in piazza a Roma , il convegno filo-Russia a Milano con l’avvocato neonazista. L’appuntamento con il governatore lombardo Roberto Maroni e il segretario della Lega Nord Matteo Salvini è per venerdì 6 marzo all’Hotel dei Cavalieri per il convegno “Russia Crimea. Due grandi opportunità per le nostre imprese”. Tra i relatori ecco spuntare l’avvocato Stefano Sutti, esperto dei rapporti commerciali con quell’area e autore, con lo pseudonimo di Stefano Vaj, del pamphlet razzista “Per l'autodifesa etnica totale”. La scoperta è di Sinistra Ecologia e Libertà della Lombardia che attacca: «Sutti-Vaj, il cui logo dello studio è quello delle SS, è anche il segretario nazionale di un movimento pagano-transumanista, una forma di superomismo di nazista memoria e collaboratore di due riviste di estrema destra. Chiediamo a Maroni se, dopo aver amoreggiato con omofobi e preti pedofili, ha deciso di sostenere e andare a braccetto con i nazisti di casa nostra?».

Stefano Sutti nazista? L'avvocato titolare di uno dei venti studi più accorsati di Italia? Ma non diciamo sciocchezze. 
Peccato, perché invece il convegno sull'amicizia lombardo-russa poteva essere una buona occasione per riflettere sulle matrici di quello che è ormai classificato e noto come "fascioleghismo" e che ha avuto tra i suoi incubatori esperienze di confine tra destra radicale e Nouvelle Droite (alla francese) come Orion o Terra Insubre. Se all'Espresso e negli altri giornali che hanno rilanciato l'allarme rosso si fossero presi la briga di sfogliare lo straordinario lavoro di Matteo Luca Andriola su Nuova Destra populismo e pensiero di Alain De Benoist si sarebbero resi conto che dietro il boom di Salvini c'è un più che ventennale lavorio di elaborazione, di costruzioni di piccole reti, di circolazione di idee in cui l'alter ego dell'avvocato Sutti, l'intellettuale Stefano Vaj ha rappresentato una sorta di Giovanni Battista. Un impegno facilmente tracciabile: riportare alla ribalta alcuni elementi cardinali del pensiero neodestro originale, espunti dalla vulgata buonista e rassicurante elaborata da Marco Tarchi e dai suoi sodali, costruendo un circuito che riaprisse il confronto tra destra radicale, nuova destra e populismo identitario. L'insieme (inteso in senso matematico) di questi elaborati costituisce oggi il brodo di cultura di cui si alimenta il "mostro" fascioleghista... Evidentemente il becerume del Buonanno di turno è più comodo e rassicurante rispetto alla fatica di attrezzarsi per una battaglia culturale contro il populismo del terzo millennio. E quindi, vai con la fatwa...
La fregnaccia più grossa, però, è la natura nazista del transumanismo, il movimento culturale di cui Vaj è esponente di spicco. Un movimento che nasce come progetto utopico negli anni '50, dalla fervida mente di Julien Huxley, un genetista fratello del più noto Aldous, primo direttore generale dell'Unesco, un umanista critico da sinistra del dogmatismo stalinista. Un movimento che evolve negli anni '70 verso una visione più individualista, ma comunque saldamente ancorata all'idea umanista che i progressi di scienza e tecnica consentiranno agli uomini di attingere una superiore condizione postumana, il che è esattamente l'opposto della visione ciclica e regressiva del tradizionalismo fascista che ha egemonizzato culturalmente la destra radicale italiana nel secolo breve. 
PS: Il convegno è stato rinviato per sopraggiunti impegni della delegazione governativa russa


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